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(DI)STANZA IN STANZA

 Il lavoro svolto prende spunto dallo studio della vita e delle opere di Van Gogh, utilizzata come chiave interpretativa dell’esperienza odierna. In particolare il ridisegno “creativo” de “La camera di Vincent ad Arles” ha fatto riflettere gli studenti sulla percezione della distanza fisica, psicologica, affettiva e sociale dagli altri e dalle persone che rappresentano i nostri gruppi di riferimento e come questo può provocare un’esperienza emotiva negativa. Far parte di un gruppo riveste una funzione importante nella formazione dell’identità sociale di ognuno di noi. Così da “(di)stanza” siamo passati a “in stanza” per indicare come ciascuno sia stato solo tra le quattro mura della sua camera, ma allo stesso tempo unito agli altri da una serie di azioni-emozioni, idee di un differente quotidiano che ha accomunato e continua a unire tutti. E quindi la camera del solitario Van Gogh è diventata sfondo della nostra nuova quotidianità.

 Gallery ufficiale dove sono pubblicati tutti i lavori partecipanti